L’accordo tra Regno Unito e Svizzera per tassare i depositi viene criticato
lunedì, settembre 26, 2011 at 9:00AM Non tutti vedono di buon grado il recente accordo stipulato tra il Governo Britannico e la Svizzera, che prevede l’applicazione di una tassa sui conti e i depositi di residenti Britannici che desiderano mantenere la segretezza del conto.
Infatti, la portavoce dell’agenzia internazionale Christian Aid, Loretta Minghella, afferma che questo tipo di accordo rende molto meno facile ai paesi più poveri riuscire ad identificare dove si nascondano i capitali sui quali essi hanno diritto di prelevare le imposte.
Secondo questo accordo, i cittadini Britannici che possiedono depositi in Svizzera potranno mantenere l’anonimato in cambio del pagamento di una tassa tra il 19 ed il 34% sull’ammontare della somma depositata che la stessa Svizzera provvederà ad applicare.
La Sig.ra Minghella sostiene che in questo modo il Governo Britannico favorirebbe addirittura le attività criminali. Di fatto, la Minghella si chiede per quale motivo un cittadino o un residente britannico dovrebbe preferire di pagare una tassa del 34% solo per mantenere il suo anonimato se è sicuro di non avere fatto nulla di male? Lo farebbe solo chi ha evaso davvero delle somme enormi, o chi addirittura è coinvolto in attività illegali, per evitare di venire scoperto.
La Minghella afferma che si tratta di uno smacco nei confronti dei cittadini onesti che hanno sempre pagato le tasse e rispettato la legge, e nei confronti di quei paesi del terzo mondo che non hanno il potere contrattuale per siglare un simile acordo. Si auspica che nel prossimo G20 che si terrà a Cannes il prossimo Novembre, si discuta della possibilità di stabilire una serie di norme universali che permettano lo scambio di informazioni tra i governi, anche quelli dei paesi più poveri, ed i paradisi fiscali.
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Umberto Moretti | Comments Off | 
