Gli investitori utilizzano i paradisi fiscali per incassare i pagamenti dei contratti PFI
sabato, settembre 24, 2011 at 9:01AM Secono quanto ha divulgato il comitato dei conti pubblici britannico in queste ultime settimane, gli investitori della City avrebbero realizzato profitti enormi ai danni dei contribuenti acquistando i contratti per le scuole e gli ospedali attraverso il sietma PFI (Private Finance Initiative) e trasferendone il ricavato nei paradisi fiscali.
Secondo quanto ha dichiarato al Guardian Margaret Hodge del Partito Laburista, gli investitori starebbero spudoratamente approfittando dello schema PFI, che fu creato dai Conservatori ma che si espanse anche sotto il Governo Laburista di Gordon Brown.
Il meccanismo sarebbe semplice; una società privata si accorda per costruire e gestire scuole e ospedali o altre strutture pubbliche firmando un contratto di lunga durata, generalmente 30 anni. Il Tesoro sarebbe tenuto a mantenere i costi nel bilancio, ma il rapporto redatto dal comitato bipartisan segnala che dopo il 1997 lo schema PFI è divenuto il migliore ed unico modello di investimento della città. Il comitato lamenta che il Tesoro avrebbe dovuto appurare che le società pagassero le tasse, quando invece molte di queste hanno sede nei paradisi fiscali.
Innesfree, che è uno dei maggiori investitori nello schema PFI, ha dichiarato che il 72% delle sue azioni erano detenute da investitori che avevano sede a Guernsey. A questo punto sorge il sospetto che molti degli investitori iniziali possano trarre profitti enormi dalla vendita delle azioni con lo schema PFI. Stella Creasy, deputato Laburista, ha dichiarato che il Tesoro non starebbe facendo nulla per recuperare le tasse dovute ai contribuenti britannici relativamente a questo tipo di investimenti.
Un portavoce del Tesoro afferma che il Governo cerca di spendere oculatamente i proventi del fondo PFI, ma anche da parte dei Conservatori, come ad esempio il membro del comitato Jesse Norman, si sostiene la necessità di agire con maggiore rapidità e in modo più flessibile e conveniente.
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Umberto Moretti | Comments Off | 
